Artista italiano che celebra la bellezza e il fascino delle donne in tutto il mondo

 

 

 

 

Biografia

 

Lucio Diodati è nato nel 1955 a Popoli, un piccolo paese sulle colline abruzzesi, in Italia. Ha scoperto la sua passione per la pittura durante il liceo, quando ha iniziato a realizzare le sue prime opere. Nel 1975 ha frequentato un corso di scenografia presso l'Accademia di Belle Arti di L'Aquila, entrando ufficialmente nel mondo dell'arte. Il punto di svolta della sua carriera è stato l'incontro con Gennaro Fiume, un gallerista italiano che lo ha invitato a esporre nella sua galleria a Roma. La natura è stata oggetto delle sue prime opere, caratterizzate principalmente da campi in fiore e l'uso dei colori primari. Con l'opera "Amiche" dal 1985, le donne diventano i protagonisti dei suoi dipinti. Corpi femminili e colori si uniscono per raccontare una storia che è ancora in corso. Nel 2002 si reca a L'Avana per la prima volta e da quel momento la città rappresenta una seconda casa, un luogo dove l'artista si ispira e libera la sua mente. Le opere di Diodati sono state esposte nelle principali città di tutto il mondo: New York, Londra, Montreal, Barcellona, L'Avana.

 

 

Critica

Arlecchino è l'unico personaggio che compare con il volto coperto da una maschera e, in virtù del mistero che porta con se diventa una figura capace di attivare e coinvolgere l'attenzione.
Paolo Levi

 

Pittura da gustare come in un nembo radioso, tutti i corpi in parata, voluttuosi, índomiti, estenuati delle infinite donne di questa festa d'amore che è l'arte di Diodati.
Olga Chieffi

 

Al di là degli intendimenti di Diodati più o meno decifrabili, a noi piace considerarli momenti diretti a sottolineare, con un pizzico di ironia, forse anche con atteggiamenti allusivi o dissacratori, l'indelebile simbioticità del rapporto uomo - donna e la necessità di custodirne i valori più autentici.
Franco Corrado

 

L’opera di Lucio Diodati è come preziosa formulazione d'un linguaggio colto e consapevole, che, tuttavia, non assume una cadenza retorica e paludata, ma si propone con una sorta di feriale semplicità, quasi a rifuggire dal rischio di cadenze retoriche.
Rosario Pinto

 

La ricca e fantasiosa gallery pittorica di Diodati mette in scena, come per un teatrino di piazza, le ragazze che tutti sogniamo e a cui ben volentieri diamo uno sguardo, perché (come cantava F. De Andrè, delle “belle passanti”, riprendendo un testo di G. Brassens) hanno la figura di …“ogni donna pensata come amore / in un attimo di libertà / a quella conosciuta appena / non c’era tempo e valeva la pena / di perderci un secolo in più”.
Giuseppe F. Pollutri

 

Diodati è un artista che vive in un suo mondo, che lui sviscera giorno per giorno, con un tocco di originalità tanto evidente e personale che non serve osservare un’intera sua mostra per riconoscerlo bastano, invece, pochi segni distintivi per individuarlo e questo fa parte di una dimensione che lo rende un vero artista, come i grandi del passato e ancor quelli di oggi, ci hanno tramandato nel corso dei secoli.
Pietro Nuzzo

 

L’arte di Diodati è una felice sintesi rappresentativa che ci introduce in un mondo già tante volte esplorato, ma la sua indagine prende le distanze dagli altri artisti e la sua ricerca assume una nuova connotazione “la donna” tema esclusivo e privilegiato della sua pittura, è indagata con lucida razionalità e proiettata in un’ atmosfera leggermente nostalgica e retrò. Le sue tele diventano un palcoscenico di presenze femminili leggermente fuori moda nei loro variopinti abiti stile bella epoque e “Arlecchino” sembra entrare in punta di piedi nella psicologia femminile con la tipica sensibilità che contraddistingue un grande artista.
Cesare Corbara